Il Magma-Museo delle arti in ghisa della Maremma, a Follonica, ospita la mostra di fotografia contemporanea “Visioni telluriche: nuove esplorazioni nel Parco Nazionale delle Colline Metallifere” a cura di Daniele De Luigi. Sedici opere realizzate da Giorgio Barrera, Andrea Botto e Moira Ricci nell’ambito del progetto del Parco Nazionale delle Colline Metallifere che ha vinto l’avviso pubblico “Strategia Fotografia 2025”, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, classificandosi quinto a livello nazionale. Un “progetto artistico condiviso” strutturato in varie fasi di sviluppo nell’arco del 2026, con il supporto dei tecnici del Parco: dopo i laboratoriaperti a tutti realizzati nei mesi scorsi a Gavorrano (“La memoria mineraria del territorio” con Andrea Botto e la critica d’arte Sara Benaglia), Monterotondo Marittimo (“Officine sotterranee” con Giorgio Barrera e l’archeologa Alessandra Casini) e Roccatederighi (“Ciò che la memoria ricorda” con Moira Ricci e il regista Gianmarco Serra), ora è la volta della mostra nella quale i tre artisti – le cui opere sono presenti in collezioni pubbliche e private ed esposte in alcune tra le più prestigiose mostre nazionali e internazionali – offrono una lettura personale e inedita del territorio del Parco, puntando l’attenzione sulle miniere e sull’attività geotermica come chiave per comprendere il passato e immaginare il futuro. Tutte le opere entreranno a far parte dell’archivio fotografico del Parco, diventando patrimonio pubblico, e nei prossimi mesi il progetto produrrà anche un volume con il frutto delle indagini fotografiche e dell’attività svolta nei laboratori, pubblicato dalla casa editrice Viaindustriae.

La mostra “Visioni telluriche” è in esposizione nella “Sala dei fantasmi” al primo piano del Museo fino a domenica 8 novembre e sarà aperta al pubblico tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle ore 15.30 alle ore 19.00.
«Visioni telluriche è un progetto del quale siamo particolarmente orgogliosi – dichiara Fabiola Favilli, presidente del Parco Nazionale delle Colline Metallifere – non solo per la rilevanza nazionale riconosciuta dal Ministero della Cultura, ma anche per l’approccio innovativo che integra ricerca artistica, didattica e partecipazione sociale. È un esempio virtuoso di come l’arte contemporanea sia un valido strumento di valorizzazione e narrazione di un territorio unico come quello delle Colline Metallifere. Attraverso gli sguardi sensibili di Giorgio Barrera, Andrea Botto e Moira Ricci, il Parco si racconta come luogo di memoria mineraria e geotermica, ma soprattutto come uno spazio vivo, in continua evoluzione, capace di coniugare passato e futuro, natura e cultura, sostenibilità e innovazione. Offriamo alla comunità e ai visitatori un’occasione per scoprire la bellezza e la complessità del nostro patrimonio».
«Con Visioni telluriche – dichiara il direttore del Parco Nazionale delle Colline Metallifere, Salvatore Livreri Console – il Parco conferma il proprio impegno nel promuovere iniziative che uniscano ricerca artistica, partecipazione e tutela attiva del paesaggio. Siamo ormai nel cuore del percorso previsto da questo progetto: oltre agli artisti e agli esperti coinvolti, voglio ringraziare l’intera struttura del Parco per la professionalità e l’impegno nel collaborare alla realizzazione delle varie attività svolte sul territorio che hanno coinvolto direttamente le comunità locali, creando un dialogo fertile tra artisti, esperti e abitanti. La mostra al Magma di Follonica è il momento culminante di questo percorso: un’opportunità per far conoscere al grande pubblico le storie, i segni e le suggestioni che rendono le Colline Metallifere un luogo straordinario, dove la storia dell’uomo si intreccia profondamente con quella della terra».
«Il territorio del Parco – dichiara Daniele De Luigi, curatore del progetto – è un esempio straordinario di complessità storica, paesaggistica, ambientale, antropologica, impossibile da interpretare da un unico punto di vista. La fotografia è un medium che può creare “belle immagini”, ma che in mano agli artisti sa anche prestarsi alla lettura di realtà stratificate, spostando la nostra attenzione dalla superficie visibile agli aspetti più nascosti del reale. Giorgio Barrera, Andrea Botto e Moira Ricci, tra i principali interpreti della fotografia contemporanea in Italia, hanno adottato un approccio basato sull’osservazione e sull’ascolto, dialogando con i tecnici del Parco, esperti di altre discipline e, soprattutto, gli abitanti di questi luoghi con le loro storie. La sintesi di questa esperienza sono tre serie fotografiche di grande impatto visivo, capaci di affascinarci ma anche di farci riflettere sul passato, il presente, ma anche il futuro di queste terre».

«La mostra Visioni telluriche, organizzata dal Parco Nazionale delle Colline Metallifere e ospitata al Magma – dichiarano il sindaco del Comune di Follonica, Matteo Buoncristiani, e l’assessore alla Cultura Stefania Turini – rappresenta un’importante occasione per raccontare il nostro territorio attraverso uno sguardo contemporaneo e originale. Una mostra che offre l’opportunità di confrontarci con tre importanti interpreti della fotografia contemporanea: Giorgio Barrera, Moira Ricci e Andrea Botto, artisti con linguaggi, sensibilità e percorsi differenti, ma accomunati dalla capacità di interrogare il rapporto tra l’uomo, il paesaggio e la memoria. Le loro opere al Magma consentono di mettere in dialogo la storia e l’identità delle Colline Metallifere con tre sguardi artistici capaci di leggere il territorio non soltanto per ciò che mostra, ma anche per ciò che conserva e racconta. La fotografia è uno sguardo che ci invita a riscoprire un territorio complesso, nel quale natura, attività mineraria, memoria e identità si intrecciano».
Giorgio Barrera (fotografo e docente all’Accademia di belle arti di Firenze) con la serie Officine sotterranee, realizzata nell’area del parco delle Biancane a Monterotondo Marittimo, ha «messo in connessione suggestioni, echi di leggende e racconti con i segni presenti sul territorio, creando rapporti simbolici tra l’invisibile del sottosuolo e il visibile della superficie. Le immagini mostrano la realtà del paesaggio, ma con la percezione di una presenza magica che fa convivere il sacro con la dimensione materiale delle evidenze geologiche, archeologiche e storiche».
Andrea Botto (fotografo, artista visivo e docente) con Infravedere ha «condotto un’indagine visiva in cui tocca numerosi temi che emergono dal mondo delle miniere, tra cui il paesaggio naturale e le modifiche apportate dall’uomo, la storia sociale del lavoro e la vita della comunità, l’evoluzione nei secoli dello sfruttamento delle risorse e delle tecnologie. Una riflessione sulla relazione, sempre complessa, tra la realtà e la sua rappresentazione».
Moira Ricci, artista che indaga i temi dell’identità individuale e sociale, della storia familiare e del legame originario con il territorio, con le otto immagini della serie “Ossidea – Incrusta” si è «addentrata nel cuore di tenebra della miniera, dove l’estrazione è stata abbandonata, nel punto in cui la soglia tra sotto e sopra è stata spinta dall’uomo verso le viscere della terra. Forme silenziose che parlano di antichi misteri, di processi chimici, della sofferenza patita da generazioni di minatori, ma anche, indirettamente, di cura del territorio e del futuro di questi luoghi, legato ai progetti di bonifica delle miniere dismesse e di sostenibilità ambientale».

Nel progetto “Visioni telluriche” i partner del Parco Nazionale delle Colline Metallifere sono i Comuni di Follonica, Gavorrano, Monteroondo Marittimo e Roccastrada, la Pro Loco di Roccatederighi, la Fondazione Luciano Bianciardi e l’Associazione Au di Giorgio Barrera, promotore dell’iniziativa.
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Nella prima foto la presentazione della mostra al Magma di Follonica, sabato 12 settembre 2026: da sinistra Andrea Botto, Moira Ricci, Salvatore Livreri Console, Sonia Galletti (funzionaria della Cultura del Comune di Follonica), Daniele De Luigi, Giorgio Barrera
Nella seconda foto: alcune delle opere di Giorgio Barrera
Nella terza foto: alcune delle opere di Andrea Botto
Nella quarta foto: alcune delle opere di Moira Ricci
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Ufficio stampa del progetto “Visioni telluriche”
per il Parco Nazionale delle Colline Metallifere
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