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La mappa del Parco in Toscana

Il territorio del Parco è uno scrigno di Geodiversità e di Biodiversità, un mosaico di habitat estremamente eterogeneo: dalle dune sabbiose e le coste rocciose del Golfo di Follonica , alle zone umide costiere nel territorio di Scarlino, agli spettacolari e unici fenomeni geotermici delle Biancane di Monterotondo Marirriamo, fino alle macchie e ai boschi collinari di Gavorrano e Massa Marittima, agli ambienti sub montani delle Cornate di Gerfalco, del Poggio di Montieri, del Sassoforte o alla magnifica val di Farma nel territorio di Roccastrada.

Istituito nel 2002 con Decreto del Ministero dell’Ambiente copre oggi una superficie di 1187 kmq e comprende i territori di sette comuni orginari delle Colline Metallifere grossetane: Follonica, Scarlino, Gavorrano, Massa Marittima, Montieri, Monterotondo Marittimo, Roccastrada a cui nel 2022 si sono aggiunte come parte del Geoparco le aree geotermiche dei Comuni di Castelnuovo in Val di Cecina e Pomarance in provincia di Pisa e Radicondoli in provincia di Siena.

Scarica qui la carta completa del Parco con legenda

Il livello di antropizzazione è relativamente basso (60.045 abitanti al 2023; 50,71 abitanti/kmq contro i 163 ab./kmq della Regione Toscana e i 195 dell’italia)  con grandi differenze tra la costa, pià antropizzata e i Comuni dell’interno. Il paesaggio agrario prossimo alla costa è coltivato prevalentemente a seminativo ed è solcato dai canali di bonifica che hanno interessato la pianura paludosa (la maremma appunto) in maniera consistente e prevalente nel XIX e prima metà XX secolo. Sui rilievi prevalgono boschi in formazioni estese. La vegetazione dell’alta valle presenta resti di antiche leccete. Le superfici boscate sono in gran parte inserite in riserve naturali accessibili attraverso una efficiente rete di sentieri trekking che permettono di raggiungere la maggior parte dei siti e geositi del Parco. Da evidenziare che parte del sistema boscato era di servizio alle attività minerarie.

Nella parte più bassa dei versanti, morfologicamente più dolce, è maggiormente diffusa l’attività agricola, il cui mosaico si articola prevalentemente con vigneti in coltura specializzata (zona di produzione del vino DOC Monteregio), oliveti e seminativo. Questa parte era connotata un tempo da grandi proprietà fondiarie disgregatesi nel corso della seconda metà del XX secolo.

La dinamica del popolamento di età medievale è ancora ben leggibile per la presenza di centri storici ancora in vita a mezza costa, resti di castelli abbandonati per la maggior parte nel corso del XIV secolo e resti di attività minerarie strettamente connesse con gli abitati.

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Il livello di antropizzazione è relativamente basso (60.045 abitanti al 2023; 50,71 abitanti/kmq contro i 163 ab./kmq della Regione Toscana e i 195 dell’italia)  con grandi differenze tra la costa, pià antropizzata e i Comuni dell’interno. Il paesaggio agrario prossimo alla costa è coltivato prevalentemente a seminativo ed è solcato dai canali di bonifica che hanno interessato la pianura paludosa (la maremma appunto) in maniera consistente e prevalente nel XIX e prima metà XX secolo. Sui rilievi prevalgono boschi in formazioni estese. La vegetazione dell’alta valle presenta resti di antiche leccete. Le superfici boscate sono in gran parte inserite in riserve naturali accessibili attraverso una efficiente rete di sentieri trekking che permettono di raggiungere la maggior parte dei siti e geositi del Parco. Da evidenziare che parte del sistema boscato era di servizio alle attività minerarie.

Nella parte più bassa dei versanti, morfologicamente più dolce, è maggiormente diffusa l’attività agricola, il cui mosaico si articola prevalentemente con vigneti in coltura specializzata (zona di produzione del vino DOC Monteregio), oliveti e seminativo. Questa parte era connotata un tempo da grandi proprietà fondiarie disgregatesi nel corso della seconda metà del XX secolo.

La dinamica del popolamento di età medievale è ancora ben leggibile per la presenza di centri storici ancora in vita a mezza costa, resti di castelli abbandonati per la maggior parte nel corso del XIV secolo e resti di attività minerarie strettamente connesse con gli abitati.

Il sistema insediativo collinare è dominato dalla presenza di Massa Marittima, città murata medievale di elevatissimo valore storico e artistico, autorevole capitale del distretto minerario.

I territori collinari più acclivi e quelli montuosi che interessano Massa Marittima, Monterotondo Marittimo e Montieri sono ricchi di risorse minerarie, geotermiche e termali il cui sfruttamento ha lasciato per le varie epoche numerosissime testimonianze che hanno creato un paesaggio unico e irripetibile. Le coltivazioni a cielo aperto sono imponenti alterazioni morfologiche ed ecologiche del paesaggio che sono state indotte dalla domanda di materiale di riempimento dei vuoti minerari sotterranei (Gavorrano), per l’approvvigionamento di pietra ornamentale (cave di Caldana e di Gerfalco) e per la coltivazione del gesso (Roccastrada) che comunque risultano essere oramai un aspetto caratteristico del paesaggio minerario industriale delle Colline Metallifere caratterizzata anche da alcuni esempi di cava valorizzata a fini culturali (vedi il Teatro delle Rocce a Gavorrano).

Nella pianura è da segnalare Follonica, il cui centro è caratterizzato dalla presenza dell’insediamento produttivo siderurgico Ilva, con edifici ottocenteschi (ma con tracce precedenti del XVI, XVII e XVIII secolo) e caratteristici arredi urbani in ghisa.

Nel XX secolo a causa dello sviluppo delle attività legate allo sfruttamento minerario sorsero altri insediamenti quali Ribolla, Niccioleta, e Bagno di Gavorrano come nuclei abitativi a servizio delle miniere che in qualche caso, al termine dell’attività mineraria, sono divenuti nuclei di attrazione del fondo valle (Bagno di Gavorrano, Ribolla).

In generale il paesaggio delle Colline Metallifere presenta valori relativi alla qualità ambientale degli insediamenti e delle infrastrutture di notevole pregio.

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