Contratto di fiume Pecora

Verso un contratto di fiume per la Bassa Val di Pecora

Nel corso del 2019 il Comune di Gavorrano, in qualità di capofila del progetto, ha richiesto e ottenuto un finanziamento dalla Regione Toscana per avviare un processo finalizzato alla costituzione del Contratto di Fiume per la Bassa Val di Pecora in Provincia di Grosseto. Al progetto hanno aderito, oltre il Comune di Gavorrano, il Comune di Scarlino, il Comune di Follonica, il Parco Tecnologico Archeologico delle Colline Metallifere Grossetane, il Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa, la Venator Italyrl, il Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale (CIRF), l’Associazione Circolo Festambiente di Legambiente, l’Associazione Asini Amo, l’ASD Amici delle 2 ruote di Gavorrano. Il progetto prevede, attraverso vari step, l’organizzazione di un percorso partecipato e la definizione di un programma di azione e di monitoraggio, di arrivare a sottoscrivere un Contratto di Fiume del Fiume Pecora.

Il progetto fa parte dei processi di parecipazione sul portale regionale Open Toscana.

Cos’è il Contratto di Fiume ?

Il Contratto di Fiume può essere definito come un atto di impegno condiviso da parte di diversi soggetti pubblici e privati a vario titolo interessati ai corsi d’acqua (e ai sistemi idrografici a questi connessi, quali falde, coste, aree umide, ecc.), che -attraverso l’individuazione di una comune visione e modalità di lavoro e di azione- si prefigge l’intento di perseguire la riqualificazione ambientale e la rigenerazione socio-economica sostenibile del sistema fluviale. Dal punto di vista amministrativo si configura come un processo di programmazione negoziata e, in coerenza con la pianificazione vigente e nel rispetto delle competenze specifiche dei vari attori territoriali, consente di portare a sistema le diverse istanze che ruotano intorno al sistema fluviale in una visione unitaria, in una governance integrata e in una azione coordinata. L’esperienza dei Contratti di Fiume nasce in Francia all’inizio degli anni ’80 e, dopo una disseminazione nella regione Vallonia del Belgio, viene introdotta in Italia all’inizio del 2000 con alcune esperienze pilota in Lombardia e, dal 2007, in Piemonte.

Oggi a livello nazionale si registrano numerosi casi di percorsi decisionali contrattualizzati a scale idrografiche diversamente declinate (Contratti di Fiume, di Lago, di Falda, di Foce, ecc.). Diverse esperienze stanno maturando anche in Toscana, anche in seguito all’adesione nel 2014 da parte dell’Amministrazione Regionale alla Carta Nazionale dei Contratti di Fiume, documento d’indirizzo redatto nel 2010 nel corso del V incontro del Tavolo nazionale dei Contratti di Fiume e ratificato in occasione del successivo incontro tenutosi a Torino nel 2012. Il Ministero dell’Ambiente ha istituito, nel novembre 2017, l’Osservatorio Nazionale dei Contratti di Fiume, nell’ambito del Progetto Creiamo PA (“Competenze e Reti per l’Integrazione Ambientale e per il Miglioramento delle Organizzazioni della PA”), finanziato nell’ambito del Programma Operativo Nazionale (PON) Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020. L’Osservatorio è una struttura centrale di indirizzo e coordinamento che risponde all’esigenza di armonizzare l’attuazione dei Contratti di Fiume su scala locale, regionale e nazionale: ne fanno parte rappresentanti dell’ISPRA, le Autorità di bacino Distrettuale, Regioni, esperti in materia.